domenica 19 aprile 2020

#IOLEGGOESCRIVOACASA


#IOLEGGOESCRIVOACASA

Che valore ha la lettura
un prezioso e gran tesoro
alimento di cultura
lentamente l’assaporo

dicon che potrei recarmi
con la carta nel taschino
e da casa allontanarmi
dalla via e dal giardino

per uscire ad acquistare
questo cibo per la mente
ma ho paura d’ingrossare
un’attesa assai impaziente

quante storie e belle trame
nuovi titoli ed autori
che soddisfano la fame
d’esser sempre più lettori

c’è da perdersi tra i libri
con i generi più vari
rimediando all'esser pigri
tra le mura familiari

tutti insieme una gran festa
tra realtà e fantasia
tra una storia ed un'inchiesta
tra saggistica e poesia

se l’attesa poi s’allunga
con l’improvvido acquirente
pure il virus lo prolunga
il suo tempo tra la gente?

meglio correre ai ripari
in ciabatte butto un occhio
tra due vecchi dizionari
trovo il dolce mio Pinocchio

anche oggi come ieri
tra Cowboy e Pellirossa
ci son sempre i Moschettieri
e Sandokan alla Riscossa

trovo Levi che in quel campo
la sua vita ha segnato
alla morte senza scampo
innocenti ha condannato

ecco fatto appena detto
scongiurata la paura
che l’acquisto fosse infetto
si rimanda l’apertura

io continuo nella scelta
dove virus non si posi
ma lo leggo nel passaggio
dei Promessi veri Sposi

posso ancora andare avanti
qualche libro lo posseggo
degli autori più importanti
con piacere li rileggo

la Fallaci e la Ferrante
da Calvino e Camilleri
trovo anche la Morante
la Divina di Alighieri

poi sospendo la lettura
faccio fronte a pandemia
un vaccino è la scrittura
medicina è la poesia

faccio un giro intorno al mondo
con l’atlante della scuola
compio una grande girotondo
non mi manca la parola

sulle ali di quel verso
metto il titolo su in cima
scrivo e leggo e mi son perso
tra le gioie di una rima

la mia penna da bambino
non conosce quarantena
libro e carta ho vicino
un inchiostro che non frena

leggo e scrivo di emozioni
belle o brutte della vita
senza aver limitazioni
la giornata è già finita

chiudo e lascio il mio pensiero
al poeta e allo scrittore
gabbianella e il suo sincero
gatto amico vero amore.



     Sergio Saracchini 19/04/2020
ilcalamaiodelcuoreaitempidelcoronavirus

martedì 31 marzo 2020

Sulle Ali Della Libertà




Sulle Ali Della Libertà

Dalla strada mutata
veloci si staccano
le ombre dal suolo
calpestato di rado
nel rimpianto assoluto
di non essere nuvola
su sentiero di luce
lastricato da sguardi
che emanano voci
soffocata è la brama
del libero agire.

Il guardiano s’investe
di rigidi schemi
e s'addice nel ruolo
ricoprendo il diritto
nel chiedere meta
obbligando risposte
tra scelte dettate.

Ma io non ci credo
al passo legato
a un destino forzato
rimane la voce
che libera il canto
con versi trascritti
su un foglio di carta
che non detta la rotta.

Per giungere a te
hanno messo le ali
le mie lievi parole
come libere rondini
nel cielo di aprile.

***
Sergio Saracchini
01/04/2020
ilcalamaiodelcuore


sabato 21 marzo 2020

DAL BALCONE DEGLI OCCHI

Dal balcone degli occhi

Mi affaccio
per vedere il silenzio
e ascoltare il respiro
nascosto in uno sguardo
che non sa trattenere
lacrime come parole
espressione di un sentimento
urlato e cantato come inno
nello spazio della speranza
quella di scendere da questi balconi
per abbracciarsi l’un l’altro
con quella luce intensa
capace di vedere tutto quello
che sbadatamente era stato osservato.

Ma intanto vi cerco e vi trovo
tutti insieme
in quell'ammirare del cielo
del tramonto, dell’alba
mai visti così veri ed intensi.

La notte la chiudo fuori
con l’eco degli sguardi
che si assopiscono
ma io continuo ad affacciarmi
al balcone dei tuoi occhi
per ammirare il brillare
di due immense stelle.
         
           ***
Sergio Saracchini
21 Marzo 2020


domenica 8 marzo 2020

Nonostante tutto


Nonostante tutto

Nonostante tutto
continuo a sentire
il respiro incessante
di alberi e fiori
e da lontano il ridere
gioioso e libero
del volo di uccelli
col battere d’ali
di una farfalla.

Ogni istante è armonia
inattaccabile meccanismo
naturale e carico
che accorcia lo spazio
tra noi e il nostro parlare.

Posso cercare
la favola infinita
che senza tempo
conduce a lieto fine.

  Un mondo avvolto
dalla paura dilagante
che sta guarendo
dal divieto di incontrarci.

Nonostante tutto
se ci credi è realtà
il sentire il respiro
di ogni attimo
capace di colmare
con luce e voce
lo spazio del male
che ci separa.
 ***
     Sergio Saracchini 08/03/2020

domenica 1 marzo 2020

L’assedio




L’assedio

Alita il vento muovendo
il vascello di quella paura
che lambisce le insenature
di una quiete del non sapere

lieve il pensiero iniziale
s’ingrossa nell'obbligatorietà
dell’isolamento che accoglie
spaventevole significato

tutti stanno sotto paura
che scava il cervello
nascosta nei brutti sogni
e nel buio più mortale.

Se la primavera giungerà
le andremo incontro
ravvicinando i nostri confini
uscendo dalle case per abbracciarla

e il respiro comune sarà nell'aria
non più separazione costretta
ma una canzone dove si racconta
la morte di un assedio.

                                                            Sergio Saracchini 01032020

venerdì 31 gennaio 2020

Serve poco…il necessario

             Serve poco…il necessario

                                                    
                                                        Vorrei essere guardato di più con gli occhi
che osservato con un pensiero miope
e poter leggere con i miei
lettere intensamente scritte
con ingenue e infantili parole.

Mi son scambiato poco
del molto a cui si tiene
e se li condivido
rimbalzano i discorsi
sul muro di stagioni.

Ci son più abbracci intensi
in un confronto triste
che un unico conforto
di luce del per sempre.

Il leggersi da dentro
coincide con l’incontro
nell'ombra assai fugace
che lascia quel silenzio
di una stagione fredda
sbocciata già appassita.

E se la primavera
dovesse poi arrivare
d’accorgermene in tempo
nel volo io ci spero
di rondini in due cieli
mi lascerei cullare.

Sergio Saracchini 31012020





lunedì 20 gennaio 2020

Il quotidiano






Il quotidiano

Ogni mattina attraverso quel ponte
dove la nebbia a pelo d’acqua scivola
e la voce del giorno cammina rapida
travolta dalla quotidianità di persone.
Come è forte il rumore della giornata
nella città sommersa dai pensieri di ognuno
che piegano i corpi nella sfida per la continuità
dove duellano parole su uno schermo freddo.
Chiuso nei miei brividi alzo la voce
contro il bavero alzato che mi fa scudo
e mi nasconde dalle schegge di parole
dal rumore assordante dello scalpiccio
e dal fumare di giovani senza paura.
A volte raggiungo in punto il suono
delle campane che m’accompagnano
con calma e senza sgomento alcuno
alla mia destinazione che ancora sarà
per molti anni meta in cui credere.
Quel ponte non sarà l’ultimo
m’attende li fermo sul fiume
che in lontananza mi saluta nel buio.



- Sergio Saracchini 20/01/2020 -