Fiori
I fiori sulle lapidi
assorbono sospiri
e lacrime che bagnano
i petali sbiaditi
sussurrano il remoto
calore degli abbracci
con lettere e poi numeri
nell’ essere presenti.
Sergio Saracchini
Fiori
I fiori sulle lapidi
assorbono sospiri
e lacrime che bagnano
i petali sbiaditi
sussurrano il remoto
calore degli abbracci
con lettere e poi numeri
nell’ essere presenti.
Sergio Saracchini
Uno stile (purtroppo) di moda
Arginare il fiume
prima del suo tracimare
su tessuti di carne
firmati nello stile
color rosso sangue
senza ago e filo
solo con taglienti forbici.
Sergio Saracchini
Dissetare
Sentire
dando l’acqua ai fiori
il vento lieve e gentile
accarezzare le mani
e la natura intorno
festeggiare
per aver dissetato
i propri figli.
Impariamo
da chi
non ha parola.
Sergio Saracchini
DOPO LA GLACIAZIONE
IL TUO CAPO
SUL MIO PETTO
PER SENTIRE
LO SCHIUDERSI
DEI RESPIRI PROFONDI.
UNO SCIOGLIERSI
DI QUEI PICCOLI ICEBERG
CHE CERCANO
DI AFFONDARMI.
RIMANI LÌ
FINO ALLA DERIVA
IN UN MARE
DI BOCCIOLI DI FIORI
ED È PRIMAVERA.
Sergio Saracchini
Tra vagiti e latrati
Soffiano su visi
sorrisi di bimbi
e mani di madri
pregano
perché finiscano
i latrati dei lupi
mentre nascosti
digrignano i denti
uomini
dalle criniere
tinte d’oro.
Lasciamoci bombardare
dagli sguardi
che sanno di latte.
Riecheggia
l’ esplosione
di una ninna nanna
mentre sorvola
un angelo
su culle mature.
Sergio Saracchini
LA BEFANA PLATINATA
CON LA SCOPA IN CARBONIO
SOPRA IL TETTO È ATTERRATA
PIÙ MALIGNA DI UN DEMONIO
HA LASCIATO UN GRAN TRAMBUSTO
TUTTO IL MONDO IN SUBBUGLIO
PENSA D’ESSERE NEL GIUSTO
HA CREATO UN GRANDE IMBROGLIO
NELLE CALZE C’HA DUE PIEDI
VUOL LASCIARE LA SUA IMPRONTA
SARÀ VERO QUEL CHE VEDI?
SORVOLARE È SEMPRE PRONTA
I BAMBINI HANNO CREDUTO
A UNA VECCHIA BRUTTA E BUONA
ORA CHIEDONO L’AIUTO
NON DEV’ESSERE PADRONA
GIUSTO È! SCACCIARE IL MALE
DAR LA CACCIA AI FURFANTI
MA NON È COSA LEALE
DOMINARE TUTTI QUANTI
UN BIMBA E UN BAMBINO
AFFACCIATI ALLE FINESTRE
SU NEL CIELO UN LUMICINO
FORSE È UN EXTRATERRESTRE
E’ UNA NAVE CON LA FORMA
D’UNA COLORATA CALZA
ORA SONO DI UNA CIURMA
LA BEFANA! È PURE SCALZA!
QUELLA FINTA E PLATINATA
CON IL CIUFFO A MUSO DURO
D’UNA COLPA S’E’ MACCHIATA
È UN DISEGNO SOPRA UN MURO.
SSSSSS…befanando
Fiammelle
In quel luogo, dove il silenzio viene interrotto dalle preghiere umide di lacrime, incrocio, molto spesso, un uomo. Viene a mettere un fiore e a recitare una preghiera. Una lastra di marmo con due occhi giovani lo attendono, due fiammelle che si mantengono vive con le carezze su una fotografia sbiadita. Le lastre in marmo dei miei amati genitori sono quasi di fronte, i loro occhi sono umidi. Mia madre mi guarda e mi comunica, col suo sguardo dolce e comprensivo come sempre, la tristezza che ha nel cuore, mio padre, con la sua consapevolezza, forza, razionalità e un accenno di sorriso, cercando di infondere coraggio agli eventi avversi, mi fa capire, alla sua maniera e da ex esperto di meccanica, che la ruota della vita con i suoi ingranaggi, a volte, si inceppa nonostante quanto si possa fare perché questo non accada, compromettendo tempi e cicli. Nonostante tutto anche i suoi occhi indossavano un abito velato, che poche volte gli avevo visto vestire. Alcuni sabati seguenti tornai. Gli occhi di mia madre e mio padre li trovai talmente bagnati tanto da confondere lacrime a gocce di condensa invernale. Mio padre, con un sorriso perso nel freddo del marmo, mi comunicò che: “il motore che aveva generato un processo di vita si era spento”. Mi attardai prima di uscire, le mie riflessioni mi condussero a ritornare su i miei passi mentre l’imbrunire mi stava avvolgendo. Luci tremanti, nel loro timido e delicato tepore, mi accompagnarono all’ uscita.
Sergio Saracchini