GIORNO
Nello srotolarsi del giorno
la terra sbadigliò il suo incubo
mentre alla finestra chiusa
gli uccelli mi bussavano
un fiore mi rassicurò
esisteva ancora colore e profumo .
Sergio Saracchini
GIORNO
Nello srotolarsi del giorno
la terra sbadigliò il suo incubo
mentre alla finestra chiusa
gli uccelli mi bussavano
un fiore mi rassicurò
esisteva ancora colore e profumo .
Sergio Saracchini
Volevo restare a Venezia
Volevo restare a Venezia
la sera
dopo la folla
per sentire il respiro
di una gondola stanca
arrancare tra i canali
di coriandoli muti
battuti dal remo ubriaco
di un gondoliere smarrito
nella scia di un fritto di pesce
con addosso una maschera
di quelle che si indossano
per mantenersi in equilibrio
su l’alta marea dei selfie.
Volevo restare a Venezia
per vedere gabbiani e piccioni
dialogare con un leone
senza ruggito .
Mentre mi allontano
Venezia
voleva restare con me
per un ultimo spritz.
Sergio Saracchini
Il tuffo
Sentirsi come una goccia
scivolare lungo le spalle
e il doppio petto dell’impermeabile
fino a toccare l’orlo in basso.
Quindi spiccare
un doppio carpiato
e tuffarsi nella pozzanghera.
Tutti insieme a quelli
che hanno imparato
non a nuotare
ma
a fregarsene.
Dall’orlo
un urlo
…ho paura…
Sergio Saracchini
L'invasione
Vorrei assistere
all’invasione della pioggia
sui visi salati
ed esultare
per la liberazione
Sergio Saracchini
Fiori
I fiori sulle lapidi
assorbono sospiri
e lacrime che bagnano
i petali sbiaditi
sussurrano il remoto
calore degli abbracci
con lettere e poi numeri
nell’ essere presenti.
Sergio Saracchini
Uno stile (purtroppo) di moda
Arginare il fiume
prima del suo tracimare
su tessuti di carne
firmati nello stile
color rosso sangue
senza ago e filo
solo con taglienti forbici.
Sergio Saracchini
Dissetare
Sentire
dando l’acqua ai fiori
il vento lieve e gentile
accarezzare le mani
e la natura intorno
festeggiare
per aver dissetato
i propri figli.
Impariamo
da chi
non ha parola.
Sergio Saracchini