Il calamaio del cuore
lunedì 14 settembre 2026
sabato 15 agosto 2026
Breve preludio di un nuovo giorno
Breve preludio di un nuovo giorno
Respira lieve
nel mattino
tra i profili ancora assopiti
dei camini spenti
tra le loro memorie
calde e fumose
di un inverno lontano.
Respira sugli occhi
dei mattutini becchi
che aprono le ore
sul palco cigolante
delle vecchie persiane
che non vogliono svegliarsi.
E ancora bussa
con il suo colore
che sfuma sbiadendosi
lasciando
in pochi attimi
cadere il vestito
di un breve debutto .
Sergio Saracchini
giovedì 13 agosto 2026
VENTO
VENTO
Finalmente
la mitezza del vento
che muove i boccioli
e carezza le foglie
che vanno a proteggere
come scudi spartani
dai dardi infuocati
di inesorabili orde
di soldati persiani.
E la mia mano
che sente la fronte
asciutta da un respiro
placa l’arida battaglia
sul campo delle Termopili.
rgio Saracchini
domenica 2 agosto 2026
CI VUOLE UN FISICO BESTIALE
CI VUOLE UN FISICO BESTIALE
Sono in spiaggia, rigorosamente sotto
l’ombrellone, e indosso un vestito a me caro, un cento per cento di crema, protezione
50 super-total-plus-xxxstrong, per pelli ultrafotosensibili. In questa estate
dove le palle hanno girato per lungo e largo sui campi di calcio d’America e stanno girando,
come satelliti impazziti, nello spazio
calcistico in cerca di un extraterrestre stellare che riesca a fare accedere
l’Italia, tra quattro anni, al prossimo giramento di palle mondiale, vengo ad
apprendere, da uno scrolling di notizie sul cellulare, allo “stop alle
riprese hot nell'atletica”. Cosa che potrebbe portare al parental control per
l’atletica nelle prossime olimpiadi o a una visione da bollino rosso. Campi
larghi televisivi per evitare di rischiare un oltraggio al pubblico pudore. E
così si va a snaturare uno sport, un corpo perfetto, di una donna e di un uomo,
scolpito, non per merito di un bisturi o pompaggi muscolari, ma grazie a ore di
preparazione, allenamento, fatica, sacrifici, necessari a battere record e a
portare donna e uomo a stabilire storici primati, a esultare per l’impegno
profuso in una competizione, a indossare
una medaglia o solamente dire, io ci ho provato e se anche sono arrivato ultimo
io c’ero, c’ero a rappresentare il mio Paese, c’ero a rendere orgoglioso il mio
popolo, c’ero con il mio corpo, con l’impegno, con una disciplina sportiva che
esula da questi spaziali e siderali astri del calcio e dal loro giramento di
palloni. Via libera, invece, a inquadrature particolareggiate su corpi
dilaniati, amputati, malnutriti, su visi rigati da lacrime, scavati, deperiti. Inquadrature
fisse su cassa contenente (testuali parole del cronista) quel che è rimasto
di chi è rimasto vittima del rogo. Mi alzo dalla mia sdraio, fa caldo e
la mia pelle, color mozzarella di bufala d.o.p., non tollera il sole. Con i miei lardominali,
maniglie d’apide e dolori sparsi per assenza di attività fisica (anzi, un’ora a
settimana di Tai Chi la dedico) mi incammino verso casa. Da un altoparlante una
voce: Si avvertono i gentili ospiti che la visione, sulla
passerella del settore spiaggia Stella Marina sezione A/1 e A/2, è destinata a
un pubblico adulto, può nuocere ai minori se non accompagnati. Sorrido,
mentre un anziano, mio coetaneo, con le bocce fa punto sbocciando. Tra me e me
una semplice riflessione: chissà quanti anni di partite ed esperienza. Pure io,
da bimbo, ero bravo sulle piste di sabbia con le palline di plastica e
all’interno i volti di Gimondi e Merckx. Quante pedalate tra palette, formine, secchielli e quante
vittorie, perché ci vuole un fisico bestiale.
Sergio Saracchini
venerdì 24 luglio 2026
Voli geometrici
Voli geometrici
Quanta ragione ha il gabbiano
nel non volere scendere
rimanendo il più possibile
sospeso nei suoi cerchi
dove nessuno può imporgli
lo spazio obbligato
da estremità aguzza e graffite
di un compasso
tra giochi di punti
su una circonferenza
alla stessa distanza
dal centro.
Un colpo d’ali
una retta infinita
e scompare.
Sergio Saracchini
lunedì 13 luglio 2026
Ricarica al 100%
Ricarica al 100%
Gli pulì il viso arido e carico di solchi profondi, profondi come un mare di lacrime e come la notte mai gravida di un albeggiare. Lo imboccò, prestando attenzione a non macchiare il bianco di una camicia d’altri tempi, profumata e ben stirata, come la stirava quella donna con cui, per quasi sessanta anni, si erano tenuti stretti dentro a due cerchietti d’oro. Gli posò sulle gambe il suo libro preferito, consumato dall’ età delle dita per quante volte lo aveva letto e riletto, e un telecomando. Lo lasciò lì, di fronte alla finestra, a guardare la città e il suo muoversi frenetico. Seduto su quella sedia, che un tempo accoglieva altri, l’uomo girò, con estrema lentezza, il capo verso chi si stava allontanando da lui. Solo un lieve ronzio. Mentre la porta si chiuse, l’uomo cliccò su un tasto e quel ronzio scomparve. Si era seduta sulla poltrona dove una ricarica la portò al 100%. L’ uomo lasciò cadere il telecomando e accarezzò i due anelli al dito, prima di spegnersi definitivamente .
Sergio Saracchini
domenica 21 giugno 2026
2 CHIACCHIERE
2 CHIACCHIERE
Ci sono momenti
dove stanze vuote
cariche di silenzio
dialogano tra loro
non ci sono parole
neppure sguardi
di intesa e dissenso
ma
facendo attenzione
un dialogo c’è
una lingua conosciuta e
incomprensibile
proviene dalla cucina
risponde il bagno
interviene il salotto
mi fanno compagnia
il frigorifero monotono
la lavatrice su di giri
il ventilatore
sempre arrabbiato
perché gli girano.
Sergio Saracchini



