sabato 15 agosto 2026

Breve preludio di un nuovo giorno

 Breve preludio di un nuovo giorno 


Respira lieve

nel mattino

tra i profili ancora assopiti 

dei camini spenti

tra le loro memorie

calde e fumose 

di un inverno lontano.

Respira sugli occhi

dei mattutini becchi

che aprono le ore

sul palco cigolante

delle vecchie persiane 

che non vogliono svegliarsi.

E ancora bussa

con il suo colore

che sfuma sbiadendosi

lasciando 

in pochi attimi

cadere il vestito 

di un breve debutto .


Sergio Saracchini 





giovedì 13 agosto 2026

VENTO

VENTO


Finalmente

la mitezza del vento

che muove i boccioli

e carezza le foglie

che vanno a proteggere

come scudi spartani

dai dardi infuocati

di inesorabili orde

di soldati persiani.

E la mia mano

che sente la fronte

asciutta da un respiro

placa l’arida battaglia

sul campo delle Termopili.


 

rgio Saracchini


domenica 2 agosto 2026

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE

 

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE 

Sono in spiaggia, rigorosamente sotto l’ombrellone, e indosso un vestito a me caro, un cento per cento di crema, protezione 50 super-total-plus-xxxstrong, per pelli ultrafotosensibili. In questa estate dove le palle hanno girato per lungo e largo  sui campi di calcio d’America e stanno girando,  come satelliti impazziti, nello spazio calcistico in cerca di un extraterrestre stellare che riesca a fare accedere l’Italia, tra quattro anni, al prossimo giramento di palle mondiale, vengo ad apprendere, da uno scrolling di notizie sul cellulare, allo “stop alle riprese hot nell'atletica”. Cosa che potrebbe portare al parental control per l’atletica nelle prossime olimpiadi o a una visione da bollino rosso. Campi larghi televisivi per evitare di rischiare un oltraggio al pubblico pudore. E così si va a snaturare uno sport, un corpo perfetto, di una donna e di un uomo, scolpito, non per merito di un bisturi o pompaggi muscolari, ma grazie a ore di preparazione, allenamento, fatica, sacrifici, necessari a battere record e a portare donna e uomo a stabilire storici primati, a esultare per l’impegno profuso in una competizione,  a indossare una medaglia o solamente dire, io ci ho provato e se anche sono arrivato ultimo io c’ero, c’ero a rappresentare il mio Paese, c’ero a rendere orgoglioso il mio popolo, c’ero con il mio corpo, con l’impegno, con una disciplina sportiva che esula da questi spaziali e siderali astri del calcio e dal loro giramento di palloni. Via libera, invece, a inquadrature particolareggiate su corpi dilaniati, amputati, malnutriti, su visi rigati da lacrime, scavati, deperiti. Inquadrature fisse su cassa contenente (testuali parole del cronista) quel che è rimasto di chi è rimasto vittima del rogo. Mi alzo dalla mia sdraio, fa caldo e la mia pelle, color mozzarella di bufala d.o.p., non tollera  il sole. Con i miei lardominali, maniglie d’apide e dolori sparsi per assenza di attività fisica (anzi, un’ora a settimana di Tai Chi la dedico) mi incammino verso casa. Da un altoparlante una voce: Si avvertono i gentili ospiti che la visione, sulla passerella del settore spiaggia Stella Marina sezione A/1 e A/2, è destinata a un pubblico adulto, può nuocere ai minori se non accompagnati. Sorrido, mentre un anziano, mio coetaneo, con le bocce fa punto sbocciando. Tra me e me una semplice riflessione: chissà quanti anni di partite ed esperienza. Pure io, da bimbo, ero bravo sulle piste di sabbia con le palline di plastica e all’interno i volti di Gimondi e Merckx. Quante pedalate  tra palette, formine, secchielli e quante vittorie, perché ci vuole un fisico bestiale.                                      

 

Sergio Saracchini