domenica 2 agosto 2026

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE

 

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE 

Sono in spiaggia, rigorosamente sotto l’ombrellone, e indosso un vestito a me caro, un cento per cento di crema, protezione 50 super-total-plus-xxxstrong, per pelli ultrafotosensibili. In questa estate dove le palle hanno girato per lungo e largo  sui campi di calcio d’America e stanno girando,  come satelliti impazziti, nello spazio calcistico in cerca di un extraterrestre stellare che riesca a fare accedere l’Italia, tra quattro anni, al prossimo giramento di palle mondiale, vengo ad apprendere, da uno scrolling di notizie sul cellulare, allo “stop alle riprese hot nell'atletica”. Cosa che potrebbe portare al parental control per l’atletica nelle prossime olimpiadi o a una visione da bollino rosso. Campi larghi televisivi per evitare di rischiare un oltraggio al pubblico pudore. E così si va a snaturare uno sport, un corpo perfetto, di una donna e di un uomo, scolpito, non per merito di un bisturi o pompaggi muscolari, ma grazie a ore di preparazione, allenamento, fatica, sacrifici, necessari a battere record e a portare donna e uomo a stabilire storici primati, a esultare per l’impegno profuso in una competizione,  a indossare una medaglia o solamente dire, io ci ho provato e se anche sono arrivato ultimo io c’ero, c’ero a rappresentare il mio Paese, c’ero a rendere orgoglioso il mio popolo, c’ero con il mio corpo, con l’impegno, con una disciplina sportiva che esula da questi spaziali e siderali astri del calcio e dal loro giramento di palloni. Via libera, invece, a inquadrature particolareggiate su corpi dilaniati, amputati, malnutriti, su visi rigati da lacrime, scavati, deperiti. Inquadrature fisse su cassa contenente (testuali parole del cronista) quel che è rimasto di chi è rimasto vittima del rogo. Mi alzo dalla mia sdraio, fa caldo e la mia pelle, color mozzarella di bufala d.o.p., non tollera  il sole. Con i miei lardominali, maniglie d’apide e dolori sparsi per assenza di attività fisica (anzi, un’ora a settimana di Tai Chi la dedico) mi incammino verso casa. Da un altoparlante una voce: Si avvertono i gentili ospiti che la visione, sulla passerella del settore spiaggia Stella Marina sezione A/1 e A/2, è destinata a un pubblico adulto, può nuocere ai minori se non accompagnati. Sorrido, mentre un anziano, mio coetaneo, con le bocce fa punto sbocciando. Tra me e me una semplice riflessione: chissà quanti anni di partite ed esperienza. Pure io, da bimbo, ero bravo sulle piste di sabbia con le palline di plastica e all’interno i volti di Gimondi e Merckx. Quante pedalate  tra palette, formine, secchielli e quante vittorie, perché ci vuole un fisico bestiale.                                      

 

Sergio Saracchini

 

 

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