PET-ALI
Ali
come petali
petali
come ali
spiccheranno
il volo
in una
incommensurabile
leggerezza
nel cielo
degli occhi.
Sergio Saracchini
PET-ALI
Ali
come petali
petali
come ali
spiccheranno
il volo
in una
incommensurabile
leggerezza
nel cielo
degli occhi.
Sergio Saracchini
Il corvo l’avvoltoio la colomba
Sarebbe da sentir
il canto degli uccelli
e non
lo stridente verso
del corvo
che vola radente
nel suo rubar e uccidere.
Dice la colomba
col cuor ferito
dal suo stesso linguaggio:
“giunto il momento
dopo
rinnovata libertà di volo
rinchiuderti senz’ali
col biondo rostro
nella dorata torre.
Lascia che i bimbi
possan vederti
insieme al tuo amico
canuto avvoltoio
sguazzar
nel vostro stesso guano
lanciandovi molliche
di quel pane
or tinto di rosso”.
Sergio Saracchini
LET’S DANCE
Mi ha detto: mi hanno danzato addosso per anni per imparare a ballare. Oggi, chi prova, trova un pavimento ruvido, sconnesso e, in certi tratti, scivoloso. Pensare che il pavimento era nato per farsi accarezzare dalle punte di una ballerina di danza classica, era immacolato il pavimento che mi porto addosso. Continua il suo racconto, non trapelano emozioni o segnali di disagio dal suo viso, nessun imbarazzo lo frena. Posso dire che ancora alcuni leggono su di me il cartello “scuola di ballo”. Indossano le scarpe adatte, ma io ho dato la cera in quei pochi spazi non sconnessi e dissestati. Li guardo, sono doloranti per le cadute, ginocchia sbucciate e slogature si susseguono. Il cartello, con la scritta scuola di ballo rimane appeso. Venite, venite signore e signori le iscrizioni sono sempre aperte.
Sergio Saracchini
Voci mute
Quante sono le voci
che s’alzano
senza sapere
che quel che hanno
è sempre di più
di quel che vogliono,
e quel che vogliono
non lo avranno mai
perché chiuso
nei forzieri
delle voci mute.
Saranno i silenzi
a dimostrare
che nulla serve
e
davanti a questo
non ci sono parole.
Sergio Saracchini
Giorno
Nello srotolarsi del giorno
la terra sbadigliò il suo incubo
mentre alla finestra chiusa
gli uccelli mi bussavano
un fiore mi rassicurò
esisteva ancora colore e profumo .
Sergio Saracchini
Volevo restare a Venezia
Volevo restare a Venezia
la sera
dopo la folla
per sentire il respiro
di una gondola stanca
arrancare tra i canali
di coriandoli muti
battuti dal remo ubriaco
di un gondoliere smarrito
nella scia di un fritto di pesce
con addosso una maschera
di quelle che si indossano
per mantenersi in equilibrio
su l’alta marea dei selfie.
Volevo restare a Venezia
per vedere gabbiani e piccioni
dialogare con un leone
senza ruggito .
Mentre mi allontano
Venezia
voleva restare con me
per un ultimo spritz.
Sergio Saracchini
Il tuffo
Sentirsi come una goccia
scivolare lungo le spalle
e il doppio petto dell’impermeabile
fino a toccare l’orlo in basso.
Quindi spiccare
un doppio carpiato
e tuffarsi nella pozzanghera.
Tutti insieme a quelli
che hanno imparato
non a nuotare
ma
a fregarsene.
Dall’orlo
un urlo
…ho paura…
Sergio Saracchini