mercoledì 31 dicembre 2025

Fine Anno

Fine Anno

Fine anno in questo mondo

auguriamo con speranza

che rimanga sempre tondo

che non perda la pazienza

altrimenti sono guai

a chi vuole fare il furbo

per chi non lo ha visto mai

quando mena mette il turbo

se gli salti sulla pancia

non aspetta un secondo

la spremuta di una arancia

terremoto furibondo

prova a mettere la plastica

dentro ai fiumi o nel mare

con le onde lui ti mastica

maremoto da tremare

se gli scavi su in montagna

lui si sente derubato

soffre prima e poi accompagna

con un urlo per averlo deturpato

per chi è morto sulla terra

per la mano a cinque dita

tra le zolle ti sotterra

questa guerra mai finita

c’è chi scrive un messaggio

con la penna e testa bianca

lo ascoltiamo come assaggio

e il cenone ci spalanca

poveretto scrive e parla

ogni anno ste parole

che ci lasciano a guardarla

sono fredde senza sole

questa terra gira e gira

con promesse e tanti auguri

uomo bianco si ritira

un cin cin a noi e futuri

meglio stare ad ascoltare

un racconto naturale

ecco il sole albeggiare

è l’augurio che più vale.



Sergio Saracchini

Sempredoppiaesseancheiltrentundodici


venerdì 26 dicembre 2025

LA LETTERINA

 LA LETTERINA


QUELLE PAROLE

INCERTE

DI INCHIOSTRO

ORAMAI SECCO

E SBIADITO

SU UN FOGLIO DI CARTA

A QUADRETTI

PIEGATO INGIALLITO

SONO L’UNICO REGALO

CHE TI POSSO FARE

CON UNA LACRIMA

RICORDI E PENSIERI

MIO PICCOLO BIMBO

FAMMI TORNARE

A VIVER CON TE

QUEL NATALE DI IERI.



SEMPRELADOPPIAESSE

VENTICINQUEDICEMBRE




venerdì 19 dicembre 2025

Spine

 

SPINE


Vogliamo recidere rose

vestite di profumo

ma nelle mani

solo spine

conficcate nelle dita

imbrattate

dal rosso caldo dei petali,

lasciamole lì

nel loro mondo

e non all’occhiello

per dimostrare eleganza

con la loro bellezza.

Pensiamo a recidere

il filo spinato

ferendoci le mani

imbrattandoci

col nostro sangue

non sentiremo dolore

ma il profumo

all’occhiello del cuore.


Sergio Saracchini


giovedì 4 dicembre 2025

Di sasso

Di sasso


I bambini fanno saltare 

sassi piatti e sorridenti 

sul viso del lago

fino a volare

insieme

sull’altra sponda,

mentre gli uomini

vogliono camminarci

con piedi chiodati

profanando il nome

Tiberiade.

I bambini osservano

dall’altra sponda

corpi inermi

come sassi aguzzi 

con labbra di cicatrice 

e occhi spenti 

tremare sul fondo

ricoperto di chiodi.


Sergio Saracchini